Ius soli: la mia adesione allo sciopero della fame

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Il 3 ottobre si è celebrata la Giornata della memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita dal Parlamento in ricordo delle 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa. Centinaia sono state le iniziative promosse da associazioni e istituzioni, da Lampedusa alla Camera dei Deputati, alle tante scuole che hanno aderito all’invito del Miur, con proiezioni di film, mostre, presentazioni di libri, incontri. Per raccontare, informare, riflettere, affinché il ricordo di quella tragedia ci serva da insegnamento.

Purtroppo finora così non è stato, se in questi quattro anni abbiamo dovuto contare ancora più di 15.000 morti e dispersi nel Mediterraneo. Un dramma senza fine, proseguito troppo spesso in mezzo alla nostra indifferenza, che negli ultimi tempi è diventata – sempre più – insofferenza verso i richiedenti asilo. Vediamo montare un brutto clima nel nostro Paese, riemergere preoccupanti toni razzisti e xenofobi. É bene allora che questa giornata ci induca davvero a riflettere.

Non basta il ricordo, bisogna darsi una mossa. Perché se è vero che spetta a stati e governi il compito di studiare le soluzioni più efficaci per governare l’immigrazione nel rispetto della sicurezza e dei diritti di tutti, è anche vero che tocca a ciascuno di noi il dovere morale di non rassegnarci all’imbarbarimento della nostra società e di rilanciare l’impegno per una nuova cultura dell’accoglienza e della convivenza, che è possibile e necessaria.

L’hanno capito i 900 insegnanti delle scuole italiane che il 3 ottobre, nella giornata nazionale della memoria, hanno attuato lo sciopero della fame per chiedere al Parlamento l’approvazione della legge sullo ius soli, informando i loro studenti sul significato della propria azione. Un’iniziativa forte, che viene da chi – per il ruolo che svolge a contatto con le nuove generazioni – è ben consapevole che quella legge rappresenta un investimento strategico sul futuro del Paese, e che non approvarla significa invece innescare una bomba ad orologeria nella società italiana.

Eppure sembra che la politica faccia fatica a capirlo, che la sinistra non sia in grado di farsene carico, persa nel delirio dei personalismi e nella tentazione suicida delle sue divisioni interne. Sarebbe l’ennesimo gravissimo errore, e con altri parlamentari non intendo lasciare niente di intentato per evitarlo. Per questo anch’io aderisco all’appello lanciato dai senatori Luigi Manconi, Elena Ferrara e Paolo Corsini per un digiuno a staffetta a sostegno della richiesta della presentazione in Aula il prima possibile del disegno di legge sullo ius soli.