La legge sulla cittadinanza si può ancora fare

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Insisto. Se l’orientamento del gruppo dirigente del Pd – come pare di capire da alcune dichiarazioni – è privilegiare l’approvazione del testamento biologico sacrificando lo ius soli, non sono d’accordo. Nel senso che queste leggi (sulle quali fra l’altro mi sono personalmente impegnato) si possono e si devono approvare entrambe: nel caso del testamento biologico grazie a una maggioranza trasversale che comprenda i Cinque Stelle, nel caso dello ius soli ricorrendo al voto di fiducia.
Sul tema della cittadinanza, sono drammaticamente sbagliati i calcoli di convenienza elettorale che sento sbandierare da più parti. A fronte di quel 2% di voti che perderemmo (ed è tutto da dimostrare) forzando l’approvazione della legge, sarebbero infatti molti di più i consensi che perderemmo se non lo facessimo.
É vero che la martellante narrazione costruita dalla destra alimenta un clima di paura e pregiudizio verso l’immigrazione, ma è altrettanto vero che su questo tema un approccio difensivo e subalterno da parte della sinistra alla fine ha sempre rafforzato quel disegno.
Io penso invece che larga parte del Paese non sia ancora contagiata dall’ubriacatura anti-migranti, che sia consapevole di quanto la cittadinanza ai nuovi italiani renda più coese e sicure le nostre comunità. Soprattutto penso che i nostri elettori apprezzino il fatto che su un tema come questo si facciano scelte non in base ai sondaggi ma a un sacrosanto principio di giustizia.
È una questione su cui il Pd si gioca un bel pezzo della sua credibilità, e sarebbe un tragico errore non capirlo.