Licenziata dalla Camera la legge di bilancio 2018

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Licenziata dalla Camera, ora la legge di bilancio 2018 attende solo il voto definitivo del Senato. Molte le novità nelle materie di competenza della Commissione Affari Sociali, anzitutto quelle che riguardano il Reddito di Inclusione (REI), la misura nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale recentemente istituita e in vigore dal 1° gennaio 2018. Le modifiche apportate dalla legge di bilancio estendono la platea dei beneficiari, eliminando dal 1° luglio i requisiti transitori sulla composizione del nucleo familiare, incrementano del 10% il massimale annuo della componente economica (che sale nel tetto massimo a 533 euro mensili) e le risorse destinate al rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali, portano dal 15% al 20% la quota del fondo povertà destinata ai servizi sociali dei Comuni dal 2020.

Altra disposizione di grande rilievo è l’istituzione del Fondo destinato al riconoscimento del valore sociale ed economico e al sostegno del caregiver familiare, l’attività di assistenza non professionale svolta dal prestatore di cure familiare. Viene confermato il Fondo nazionale per le politiche sociali con 276 milioni, quello per la non autosufficienza con 450 milioni, e viene stabilizzato l’assegno di natalità (il cosiddetto bonus bebè). Un contributo di 100 milioni all’anno è destinato al credito di imposta del 65% delle erogazioni effettuate dalle Fondazioni bancarie a favore di specifici servizi sanitari e socio assistenziali finalizzati alla promozione del welfare di comunità. Viene poi rifinanziato di ulteriori 2,5 milioni il programma di spesa relativo al Terzo Settore che sale così da 94 a 96,5 milioni. Ancora, 44,4 milioni sono destinati al sostegno delle attività previste dalla nuova legge a tutela dei minori e per il contrasto del cyberbullismo.

Inoltre, dell’enorme mole di emendamenti approvati nel corso dell’interminabile maratona in Commissione Bilancio, mi limito a ricordarne alcuni ai quali ho personalmente contribuito. Anzitutto la proposta avanzata con l’On. Guerini che, al fine di favorire l’integrazione socio-lavorativa dei migranti, istituisce un fondo per l’erogazione di contributi a vantaggio delle cooperative sociali che assumono lavoratori a tempo indeterminato fra i beneficiari di protezione internazionale. Le risorse sono evidentemente insufficienti (500.000 euro l’anno) ma è pur sempre un primo passo, tant’è che è stato successivamente approvato anche un mio ordine del giorno che impegna il Governo ad incrementare tali risorse.

Sempre in tema di cooperative, un emendamento approvato riprende i contenuti della proposta di legge che avevo presentato nel 2016 insieme ai colleghi Basso e Baruffi allo scopo di tutelare la vera cooperazione e contrastare le false cooperative che ne mortificano l’immagine. Particolarmente importante per dare funzionalità concreta all’attuazione della legge n. 125 sulla cooperazione internazionale è poi l’emendamento che prevede l’assunzione mediante concorso pubblico di 10 dirigenti con competenze professionali specifiche da destinarsi all’Agenzia nazionale per la cooperazione internazionale.

Un emendamento approvato stanzia le risorse necessarie ad allestire, presso il Ministero della salute, la banca dati delle Dat, dando così attuazione alla legge sul Biotestamento recentemente approvata dal Parlamento. Altre modifiche approvate fra quelle proposte dalla Commissione Affari Sociali in tema di sanità sono l’adozione di tariffe massime nel settore sanitario, il ripianto del superamento del limite di spesa per l’assistenza farmaceutica  territoriale e ospedaliera, il pay back farmaceutico, l’incremento del fondo per il trattamento economico accessorio della dirigenza medica, i risarcimenti per i soggetti danneggiati da trasfusioni, l’incremento di 5 milioni delle risorse per la cura dell’autismo, la stabilizzazione del personale precario del servizio sanitario nazionale.

Nelle more dell’attuazione della legge sul commercio equo e solidale già approvata dalla Camera e purtroppo ancora ferma al Senato, viene istituito un Fondo di un milione l’anno finalizzato alla promozione, anche presso le pubbliche amministrazioni, dei prodotti e dei produttori del commercio equo e solidale. Infine, vale la pena ricordare l’emendamento che introduce la disciplina delle professioni di educatore socio-pedagogico, di educatore socio-sanitario e di pedagogista, stabilendo i percorsi di studio universitario e le qualifiche necessarie allo svolgimento di tali attività nonché le modalità di esercizio della professione. Anche in questo caso si tratta in buona sostanza del contenuto della proposta di legge in materia già approvata dalla Camera, ma tuttora bloccata in Senato.